Agorà IRC n. 6 – giugno 2026
Care lettrici, Cari lettori,
“In dialogo”. Non è soltanto il titolo di questo numero di Agorà IRC, ma rappresenta anche la prospettiva culturale e pedagogica che ha guidato il lavoro della redazione. In un tempo caratterizzato da profondi cambiamenti sociali, religiosi e culturali, crediamo che il dialogo costituisca la via privilegiata per educare alla conoscenza, al rispetto e alla costruzione di una cittadinanza autenticamente inclusiva.
L’editoriale, significativamente intitolato “Educazione al dialogo”, ci ricorda che “gli studenti di oggi sono immersi in un tessuto sociale intrinsecamente multiculturale e globalizzato” e che l’Insegnamento della Religione Cattolica è chiamato a diventare “un autentico laboratorio di educazione alla complessità”. È una prospettiva che condividiamo pienamente e che attraversa tutte le pagine di questa rivista.
I contributi raccolti in questa edizione offrono percorsi concreti e strumenti operativi per tradurre questa visione nella pratica educativa. Dall’“Architettura dell’incontro: il ponte delle scuole segno dell’amicizia”, che mostra come il dialogo possa trasformarsi in esperienza vissuta, fino al percorso “Tre voci una storia”, che invita gli studenti a riconoscere nella narrazione condivisa uno spazio privilegiato di incontro tra identità differenti.
Particolarmente significativo è anche il progetto “Sono forse io il custode di mio fratello?”, che pone al centro la responsabilità reciproca come fondamento della convivenza, così come il percorso “Mio fratello non è figlio unico”, che richiama il valore dell’unicità di ogni persona e dell’accoglienza delle fragilità come occasione di crescita per tutta la comunità educante.
Completano il fascicolo preziosi strumenti professionali, dalla Guida alla progettazione per competenze IRC alle riflessioni sul dialogo fra Islam e IRC, fino ai contributi dedicati ai precetti biblici, offrendo ai docenti occasioni di aggiornamento e approfondimento sempre attente al rapporto tra ricerca pedagogica e pratica didattica.
Agorà IRC continua così a proporsi come uno spazio di confronto tra docenti, formatori e studiosi, nella convinzione che l’educazione religiosa possa contribuire in modo decisivo alla formazione di persone capaci di comprendere la complessità del presente, riconoscere il valore delle differenze e costruire ponti di dialogo.
Desidero rivolgere un sentito ringraziamento a Monica Bergamaschi, Direttore della rivista, per la competenza, la passione e la costante fiducia con cui guida questo progetto editoriale. Il mio grazie va inoltre a tutti i redattori dell’edizione 2026 di Agorà IRC, agli autori dei contributi e ai collaboratori che, con professionalità e generosità, hanno reso possibile la pubblicazione di questo numero.
A tutti i lettori auguro una buona lettura, con l’auspicio che le riflessioni e le esperienze raccolte possano diventare occasione di crescita professionale e personale, alimentando quel dialogo che oggi rappresenta una delle sfide educative più urgenti e più feconde.
Giuseppe Favilla
Direttore Responsabile
