Agorà IRC n. 5 – maggio 2026
Care lettrici e cari lettori,
il numero di maggio di Agorà IRC ci invita a riflettere su una parola tanto necessaria quanto impegnativa: legalità. Un termine che, come viene efficacemente ricordato nell’editoriale di apertura, “non si esaurisce nel semplice rispetto di un codice di norme, ma si innesta in quel terreno fertile dove la giustizia umana incontra la dignità trascendente della persona” (Editoriale, Educare alla legalità è un cammino corale!).
Educare alla legalità significa oggi abitare con consapevolezza le sfide del nostro tempo, trasformando la scuola in un luogo di incontro, dialogo e cittadinanza attiva. In questa prospettiva, l’Insegnamento della Religione Cattolica continua a offrire un contributo importante, aiutando gli studenti a comprendere che “la regola non è un limite alla libertà, ma la condizione affinché la libertà di tutti possa fiorire” (Editoriale, Educare alla legalità è un cammino corale!).
Le pagine di questa rivista testimoniano la vitalità di una comunità professionale capace di coniugare riflessione pedagogica, progettazione didattica e attenzione educativa. I percorsi presentati accompagnano bambini e ragazzi alla scoperta di una legalità vissuta non come imposizione esterna, ma come “grammatica di carità” (Editoriale, Educare alla legalità è un cammino corale!): un linguaggio fatto di rispetto, ascolto, giustizia e corresponsabilità.
Particolarmente significativa è l’idea, proposta nella progettazione dedicata alla scuola dell’infanzia, secondo cui “il vero potere non schiaccia il confine dell’altro, ma si abbassa per custodirlo” (Martina Ricca, Chi è il più forte? Alle radici della legalità). È una prospettiva educativa preziosa, capace di mostrare come la legalità nasca anzitutto dalla cura delle relazioni quotidiane.
Anche nei percorsi rivolti agli studenti più grandi emerge con forza il legame tra etica, cittadinanza e responsabilità sociale. Molto efficace, in questo senso, l’affermazione secondo cui “non possa esserci progresso fuori dai termini della legalità e che nessun professionista del futuro possa definirsi tale senza indossare i panni del cittadino onesto” (Pierpaolo Favia – Valentina Vincenti, Oltre l’acciaio: la bellezza della legalità).
Dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di secondo grado, emerge così una scuola viva, capace di educare attraverso esperienze concrete, testimonianze, laboratori, dialogo interdisciplinare e memoria civile. Una scuola che aiuta i giovani a diventare cittadini consapevoli e persone capaci di guardare al futuro con senso critico e speranza.
Ringrazio la redazione, gli autori e tutti i collaboratori che, con competenza e passione, rendono Agorà IRC uno spazio autorevole di confronto culturale e professionale. In un tempo che chiede educatori credibili e comunità educanti solide, il lavoro condiviso rappresenta una risorsa preziosa per tutta la scuola italiana.
Buona lettura e buon cammino educativo a tutti.
Giuseppe Favilla
Direttore Responsabile
